di Rosanna Brichetti Messori
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Mi sedevo su una panca, in fondo nella penombra, e me ne stavo immobile, in silenzio, anche molto a lungo. Non pregavo, perché non ne avevo la forza, e neanche pensavo. Ascoltavo soltanto il mio dolore interiore e quel silenzio orante che mi circondava. Fino a quando un giorno, ricordo come se fosse ora, una sorta di lampo mi attraversò la mente accompagnato da una frase: «Tu appartieni ad una storia sacra, io sono morto anche per te, anche i capelli del tuo capo sono contati». Fu una luce improvvisa; fu capire cose che per molti anni avevo sfiorato in continuazione negli ambienti religiosi che avevo frequentato, però senza intendere. Fu “l'incontro” in cui la fede diventa esperienza viva di un amore che ti segue sempre e ovunque, che ti ha pensato e voluto, e che ti accompagnerà costantemente fino alla morte ed oltre.
A quella luce nuova, tutto acquistava un senso diverso, anche gli ostacoli frapposti dalla ambivalenza della realtà carica al contempo di bene e di male. Una luce che non si sarebbe più spenta nonostante gli alti e bassi della vita. E di cui tuttora intravedo il chiarore.
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Fonte: www.lanuovabq.it
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