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lunes, 10 de diciembre de 2012

Come una teologia può essere oggi insieme rigorosamente scientifica e veramente cattolica?

Il papa bacchetta i teologi

di Massimo Introvigne
Il 7 dicembre 2012 Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i membri della Commissione Teologica Internazionale in occasione della loro plenaria, pronunciando un importante discorso sullo stato della teologia, che ha preso lo spunto dal documento della stessa Commissione «La teologia oggi. Prospettive, principi e criteri», pubblicato all’inizio di quest’anno.
Nel suo intervento il Pontefice ha offerto preziose precisazioni su un dibattito da tempo in corso, quello sul senso comune dei fedeli. Si tratta del senso della fede condiviso e diffuso nel popolo cattolico, che è una fonte importante della teologia ma che va bene inteso per evitare pericolosi equivoci.

Se si cerca, ha detto il Papa, un «codice genetico della teologia cattolica», occorre porsi subito la domanda su quale teologia sia, appunto, «autenticamente cattolica».

Il Pontefice è consapevole del fatto che oggi non manca chi pensa che la domanda giusta non sia questa. 
Viviamo infatti «in un contesto culturale dove taluni sono tentati di privare la teologia di uno statuto accademico, a causa del suo legame intrinseco con la fede». 
Costoro pensano che una scienza legata a un'istituzione religiosa non possa essere vera scienza. Intimiditi da queste critiche, alcuni teologi cedono al contesto laicista e cercano di proporre una teologia neutra e «non confessionale», cadendo così nell'errore di «prescindere dalla dimensione credente e confessionale della teologia, con il rischio di confonderla e di ridurla alle scienze religiose». ...............................www.lanuovabq.it

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