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martes, 9 de abril de 2013

Il M5s vuole introdurre l’articolo 91al codice civile, che riconosce il “matrimonio egualitario”, non più solo tra uomo e donna, ma anche tra persone dello stesso sesso

M5s: matrimoni gay, legge anti-omofobia e cambio di genere,
i primi ddl dei grillini in Parlamento 

Gianluca De Martino

Altro che omofobo e fascista. Il Movimento 5 stelle sfida il Pd sul tema dei diritti civili. Vuole scavalcarlo a sinistra, avvicinarsi a Sel e confermare quelle convergenze già attuate a inizio legislatura. Questa volta non è un “no” ad unire il principale alleato del Partito democratico e la forza politica che più di tutte l’ha deriso e attaccato. Ora a tenerli insieme è un sì ai matrimoni omosessuali e ad altre norme contro l’omofobia e la transfobia, che il Movimento 5 stelle vuole introdurre con tre disegni di legge, i suoi primi presentati in Parlamento.

Il principale ddl, che potrebbe trovare il sostegno di Sinistra e libertà e allo stesso tempo spaccare il Pd, riguarda le “modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate dallo stesso sesso”. Il M5s vuole introdurre l’articolo 91, che riconosce il “matrimonio egualitario”, non più solo tra uomo e donna, ma anche tra persone dello stesso sesso, come già avviene in Paesi come Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio.

I figli di un “coniuge” (termine che sostituirebbe sempre i classici “marito e moglie”) saranno riconosciuti come figli dell’altro coniuge “anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata”.

Il programma del M5s non citava i diritti civili tra le sue priorità, eppure sono stati questi i primi atti legislativi proposti a Palazzo Madama. La spinta è arrivata dagli attivisti piemontesi, che hanno raccolto le proposte della Rete Lenford, associazione di avvocati per i diritti lesbiche, gay, bisessuali e transgender, prima depositandole presso il Consiglio regionale del Piemonte e poi portandole a Roma.

Sulla questione il movimento aveva tenuto una posizione ambigua fino al luglio del 2012, quando Beppe Grillo dal suo blog si schierò apertamente in favore delle unioni omosessuali.
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