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sábado, 20 de diciembre de 2014

“Altri dieci minuti di Benigni e domenica vado a Messa“


Benigni fortunato, furbo, scaltro, lucidissimo, anche ipocrita, ma toccato, illuminato dall’arte




Roberto Benigni eroe del giorno, perciò. Fortunato, furbo, scaltro, lucidissimo, anche ipocrita, ma toccato, illuminato dall’arte: ovvero la capacità di dire il vero nella forma della bellezza. 
Per come lo conosco io, ma potrei sbagliarmi, Dio è certamente uno di quelli che pensano: “purché si parli di me”. Nel bene o nel male. Per carità, ci ha tenuto a precisare di non voler essere nominato invano, ma non parlava in termini perfezionistici, dogmatici, o, peggio, puritani. Voleva solo dire: “quando mi nominate, sappiate che state parlando del top, the best, l’unico e solo, non uno qualsiasi”. Ovvero quello della descrizione-profilo del Primo Comandamento. Per cui, secondo me, non si adira più di tanto per le bestemmie, quando c’è davvero un buon motivo per bestemmiare. Lo fa se accade per le sciocchezze. Insomma, “prendetevela pure con me, ma non confondetemi con le cose piccole”.

E perciò non sarà stato lì a soffermarsi troppo sulle imperfezioni teologiche, sui voli pindarici impropri, su qualche banale progressismo buonista di Benigni, sulla Rai e sul suo cachet che è stato, a quanto pare, da Dio (e Lui sa che non lo sto nominando invano, se è vera la cifra girata nei giorni scorsi). E’ stato contento e basta: in fondo si è parlato di lui. Lui che c’era, come da premessa logica dell’oratore, o stava arrivando. “E se non è arrivato lo aspettiamo” (battuta gettata lì, ma risuonata bellissima per chi, come me, ha pensato che siamo in Avvento).

Ha lasciato fare. Coi soldi degli italiani? Sì. Gli sarà piaciuto sentir parlare di sé in questo modo. Si sarà piaciuto (com-piaciuto, si definisce Lui stesso). O forse si sarà sentito anche un po’ imbarazzato, svelato, nella sua “debolezza” per l’uomo, per noi. Non lassù, in attesa, ma quaggiù, piegato (“Si è curvato su di me”, recita una strofetta semplicissima e geniale, spesso canticchiata con troppa leggerezza, di Claudio Chieffo).

E’ un Dio addirittura “geloso”. “Dove sei stato ieri sera?” ci chiederebbe con fare indagatore, scherza il Guitto. Come un amante quando ama con tutto se stesso. Lui lo è costantemente, innamorato. Mentre a noi, lo sappiamo, l’amore totale accade rare volte (tutte da benedire, però). E quando non accade può essere utile, qualche volta, anche sforzarsi, metterlo in agenda, come per il Sabato (Terzo Comandamento), dove Dio ci chiede “sdraiati con me, riposati con me”.



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