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sábado, 30 de enero de 2016

Universidad Austral, Programa de Formación Política


Programa de Formación Política


Pensamiento Político Clásico y Contemporáneo - 2016
- 1° ciclo: Pensamiento Político Clásico (antiguo y moderno). 

El ciclo se abrirá el miércoles 20 de abril de 2016 y finalizará el miércoles 13 de julio de 2016.

- 2° ciclo: Pensamiento Político Contemporáneo. 

El ciclo se abrirá el miércoles 10 de agosto de 2016 y finalizará el miércoles 9 de noviembre de 2016.

Autoridades

Director

Fernando D. Álvarez Álvarez

Consejo Académico

Enrique Aguilar 
Francisco Bertelloni
Martín D’Alessandro
Jorge Dotti
Joaquín Migliore
Alfonso Santiago (h)

Detalles administrativos

Comienzo: 20 de abril de 2016
Horario: Miércoles de 19:00 a 20:30
Finalización: 9 de noviembre de 2016

Facultad de Derecho
Universidad Austral


Cerrito 1250 – C1010AZZ – Buenos Aires
Teléfono: (+ 54 11) 5239-8000 int. 8125, 8127 y 8227

informesFD@ius.austral.edu.ar
www.austral.edu.ar/derecho

How intellectuals in New York interpreted and wrote about the Cuban experience: Waldo Frank, Carleton Beals, C. Wright Mills, Allen Ginsberg, Susan Sontag, Norman Mailer, Eldridge Cleaver, Stokely Carmichael, and Jose Yglesias.


Forgetting Castro’s Crimes

by  Joseph Bottum 




Review: Rafael Rojas, 'Fighting Over Fidel: The New York Intellectuals and the Cuban Revolution'


Between the Old Left and the New Left, between the radicalism of the 1930s and the radicalism of the 1970s, there comes the curious figure of Fidel Castro. A celebrated revolutionary thinker. The absolute ruler of Cuba—and, for a time, the man believed to have finally solved the Communist dilemma: finding a way of being Marxist without becoming Stalinist, creating a fully socialist state that would not harden into totalitarianism.

He didn’t, of course. Soon after it seized power in 1959, Castro’s revolutionary government became a socialist dictatorship, barely distinguishable from all the other Communist states of its time. But the surprising lesson of Rafael Rojas’s new book, Fighting Over Fidel, is how brief was the time, how narrow the window, that serious leftists actually believed in Castro’s exceptionalism.

Oh, as late as the 1980s, the Soviets were still insisting that Cuba was a socialist paradise, impoverished only because the United States had isolated the island with economic boycotts and military threats. And that Russian propaganda would have a lingering effect on American leftism, leaving Cuba a convenient symbol around which to unite pro-Communist radicals and anti-anti-Communist liberals. From Lyndon Johnson to Bill Clinton, Democratic presidents all toyed with the notion of regularizing Cuban relations, although they were thwarted by congressional opposition. In 2015, President Obama simply ignored Congress and unilaterally reestablished diplomacy and trade with the island nation—the culmination of a decades-long rejection of the idea that Cuba was a threat and Communism a disease.

But the intellectual class of American leftism (which was, in many ways, the dominant intellectual class of the nation) had doubts from surprisingly early on. Castro had been a young attorney with what he believed was a rising political career—a career derailed when former president Fulgencio Batista seized control of the government and cancelled the 1952 parliamentary elections. The thwarted Castro quickly raised a small force of impoverished Cubans, and he rose to national attention when, on July 26, 1953, he led an attack on the Moncada Barracks in Santiago de Cuba.


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Here is a list of 31 fundraising events that have been put on or will be put on for the Clinton campaign by the financial industry


Here’s a List of All the Hillary Clinton Wall Street Fundraisers

by Brent Scher

It's been a busy year of hobnobbing with Wall Street for Hillary Clinton

Aside from the $1.74 Martin O’Malley made playing his guitar, Hillary Clinton is the only Democratic candidate for president who is getting money from Wall Street—and for her, it has come in droves.

Bernie Sanders has said that while he will stay true to his pledge not to directly attack Clinton, he will continue to point out her ties to the financial industry.

“I am surprised that Hillary Clinton does not understand why so many people have strong concerns about her receiving many, many hundreds of thousands of dollars from Goldman Sachs and from many other financial,” Sanders said .

Clinton’s long relationship with the financial sector has given Sanders a lot to point out, and she continues to give him new ammunition. Just this week, she was criticized for spending her time raising money at an investment bank rather than spending it talking to voters in Iowa.

Attending fundraisers hosted by finance executives has become standard practice for Clinton, who had already raised $5.9 million from the securities and investment industry leading into the most recent fundraising quarter.

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viernes, 29 de enero de 2016

"I nostri fratelli versano il sangue, soltanto perché sono Cristiani". Papa Francesco Angelus 15 marzo 2015


Spot Aiuto alla Chiesa che Soffre



Aiuto alla Chiesa che Soffre è la fondazione pontificia che in tutto il mondo sostiene i Cristiani perseguitati. - acs-italia.org


https://youtu.be/_j3R-qbTHeU

Tutti a Roma per gridare un “no” netto e senza distinguo al disegno di legge Cirinnà.


"No" secco alle unioni civili


di Riccardo Cascioli


Non c’è dubbio che la piazza del 30 gennaio faccia molta paura, e lo si può capire. È la prima volta che in Italia c’è una mobilitazione del genere che parte totalmente dal basso. In passato piazze sono state riempite soprattutto dai sindacati, ma con convocazioni partite dall’alto e con notevole dispendio economico per i sindacati che pagavano i viaggi.

Qui invece se dall’alto ci sono stati interventi è stato solo per cercare di impedire, di frenare o condizionare. E centinaia di migliaia di famiglie decidono di attraversare l’Italia facendo conto solo sui propri magri bilanci familiari. Uno sforzo enorme e lieto allo stesso tempo, consapevoli che qui si gioca il futuro dell’Italia insieme a quello della famiglia. Tutti a Roma perché con la pretesa di legittimare le unioni civili si porta un attacco mortale alla famiglia, principale risorsa di questo paese eppur bistrattata.

Tutti a Roma per gridare un “no” netto e senza distinguo al disegno di legge Cirinnà. Non vogliono qualche soldo in più o mantenere per sé privilegi, vogliono solo che questo paese abbia un futuro, vogliono la libertà di educare i propri figli, la libertà di affermare che la famiglia è solo quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e aperta alla generazione della vita. Alla fine sono i soli che difendono veramente la Costituzione, a cominciare da quell’articolo 29 che “riconosce” la famiglia come società naturale. Lo Stato “riconosce” la famiglia, non la definisce; la riconosce perché viene prima e a definirla è la natura.

E di nuovo questa folla chiede che lo Stato riconosca la famiglia per quello che è, per questo fa paura: non è al servizio di un’ideologia o di un partito, è guidata da persone che sono “nate” da questa mobilitazione.

Così i palazzi del potere sono in allarme. In questi mesi, e ancor più in queste settimane, si sono moltiplicate le pressioni sugli organizzatori, bastone e carota: trattati come omofobi e razzisti, negatori di diritti. Ma anche blanditi, “consigliati” dai grandi media – Corriere della Sera in testa - di non alzare muri, di limitarsi a una bella festa della famiglia ma senza essere contro qualcuno, troppo pericoloso. Ovviamente sono gli stessi media - cioè gli stessi poteri - che hanno amplificato la bufala di un milione di sostenitori della Cirinnà in piazza in cento città italiane lo scorso sabato, quando erano poche decine di migliaia. Ma il padrone del vapore ha bisogno di contrapporre al Family Day una grande piazza pro-unioni gay per giustificare l’ostinazione con cui il governo vuole portare a casa questa legge, contro ogni buon senso e saltando le regole parlamentari.

Il potere ha paura di questa piazza e tenta di coprirla in tutti i modi: ieri sera se ne è avuta l’ennesima riprova con la puntata di Porta a Porta (Rai Uno) dedicata alle adozioni gay. A rappresentare il popolo del Family Day, Bruno Vespa ha chiamato Gianluigi De Palo, il presidente del Forum delle Famiglie finito nelle settimane scorse al centro di dure polemiche per essersi schierato contro le manifestazioni di piazza e aver definito il Family Day del 2007 un «grande fallimento». Solo nelle ultime ore De Palo ha annunciato la sua partecipazione ma non è certo tra gli organizzatori. Eppure era lui a Rai Uno ad arrogarsi la rappresentanza del popola della famiglia. La redazione di Porta a Porta si è giustificata dicendo che il “suggerimento” veniva dalla CEI. Evidentemente il desiderio di normalizzare questa piazza è trasversale a tutti i palazzi.

Non è facile il compito degli organizzatori, vista la forza di queste pressioni, e ne è una riprova che a due giorni dall’incontro la scaletta degli interventi sul palco non è ancora stata annunciata. Si sa che ci saranno almeno tre ospiti stranieri, un americano e due europei, che racconteranno di come l’attacco alla famiglia sia un problema mondiale, come del resto già più di venti anni fa urlava con forza Giovanni Paolo II; e ancora, ci saranno testimonianze, e forse qualche approfondimento giuridico. Per il resto è tutto top secret.

Ma le famiglie che si stanno preparando per la grande giornata al Circo Massimo vogliono soprattutto sentire dagli organizzatori sul palco la conferma del “no” forte e deciso al ddl Cirinnà. Pressioni o non pressioni, non si attraversa l’Italia e si va in piazza per meno di questo.

Leggi tutto: www.lanuovabq.it



La misericordia non è appena un secondo nome del perdono, ma naviga in un mare più ampio.


Quanta strada dovrà fare la misericordia?

di Angelo Busetto


L’etimologia popolare del termine misericordia rimbalza dal suono della parola stessa: "miseris cor dare", dare il (proprio) cuore ai miseri. La misericordia non è appena un secondo nome del perdono, ma naviga in un mare più ampio. Il perdono è già cosa grande: tu non metti più nel conto il male che l’altro ti ha fatto e anzi gli condoni tutti i debiti. Inoltre, compi forse qualche gesto di reciprocità, come dare il saluto, magari a denti stretti, e arrivi svuotare il cuore da ogni forma di rancore e di odio. Il che ti pare già tanto, e anche troppo.

La misericordia imbocca una strada più lunga e laboriosa, più lieta eariosa. Misericordia significa “avere a cuore”, prendersi cura, come Gesù si prende cura di noi per sempre. Sull’esempio della multiforme azione di misericordia del Signore Gesù e sul rilancio della sua Grazia, si percorrono i quattordici sentieri delle “opere di misericordia”. In un quadro di Caravaggio le sette opere di misericordia corporale sono riunite in una sola raffigurazione, mossa e complessa. In una composizione serrata il dipinto concentra insieme diversi personaggi di un tipico vicolo popolare di Napoli. 

Le Opere di Misericordia del Caravaggio

Sulla parte superiore, a supervisionare la scena, la Madonna col Bambino e la cornice di due angeli. Sulla destra, seppellire i morti: si scorgono i piedi di un cadavere, con un diacono e un portatore che compiono il “pietoso ufficio”. 

"Visitare i carcerati" e "Dar da mangiare agli affamati" sono concentrati in un singolo intenso episodio: il condannato a morte per fame in carcere, viene nutrito dal seno della figlia. "Vestire gli ignudi" appare concentrato in una figura di giovane cavaliere che dona il mantello ad un uomo, avendo accanto uno storpio e realizzando così anche l’opera del "Curare gli infermi". Un uomo beve da una mascella d'asino: "Dar da bere agli assetati". Per "Ospitare i pellegrini" vengono rappresentate due figure, un uomo rivolto verso l’esterno e uno con la conchiglia del pellegrino.

Oltre il quadro drammatico e geniale del grande pittore, è la vita stessa a provocare l’adempimento delle opere di misericordia, non solo materiali. Poveri e bisognosi di tutte le fogge insistono alle porte delle chiese e vi entrano, e assai più se ne incontrano nei contatti con persone e famiglie. Ma, con modalità per niente schematiche, ci inseguono le opere di misericordia spirituale. In particolare, cosa vuol dire oggi Consigliare i dubbiosi, Insegnare agli ignoranti, Ammonire i peccatori, Consolare gli afflitti? Viviamo in un contesto di persone confuse, tristi, smarrite, incerte, dentro una mentalità corrosiva che contesta tutto, toglie ogni certezza morale e dissesta le persone. Quando viene tarpato il legame con l’origine; quando si perde il nome del padre e persino della madre; quando svanisce la coscienza di essere maschio o femmina, allora, che ne è dell’identità e del destino personale? Come non sentirsi provocati a sostenere il senso stesso della vita e dell’identità degli essere umani?

La Chiesa ospedale da campo agognata da papa Francesco, non punzecchia gli offesi né innalzabarriere, ma apre braccia, mani, cuore, e aguzza l’intelligenza per consigliare senza prevaricare, insegnare senza soverchiare, ammonire senza offendere, consolare senza sfasature sentimentali. Mostra il nostro Dio che è Padre, Gesù Cristo Maestro e Salvatore, e lo Spirito Consolatore. Quanta strada le opere di misericordia dovranno percorrere per raggiungere questa nostra povera umanità…


“BUSQUÉ ENTRE ELLOS UN HOMBRE QUE LEVANTARA UN CERCO Y SE MANTUVIERA FIRME SOBRE LA BRECHA DELANTE MI…” EZEQUIEL 22:30


FIRME EN LA BRECHA



Una exhortación apostólica a los hombres católicos, mis hijos espirituales en la Diócesis de Phoenix


+Thomas J. Olmsted
Obispo de Phoenix

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Un llamado a la batalla

El Obispo Thomas J. Olmsted es el obispo de la Diócesis de Phoenix. Fue instalado como el cuarto obispo de Phoenix el 20 de diciembre, 2003, y es el lider espiritual de los Católicos de la diócesis.

Empiezo está carta con un llamado fuerte y claro para ustedes, mis hijos y hermanos en Cristo: hombres católicos, no duden al entrar en la batalla que se pelea alrededor de ustedes, la batalla que está hiriendo a nuestros niños y familias, la batalla que está distorsionando la dignidad tanto de hombres como mujeres. Esta batalla de seguido esta oculta, pero es muy real. Esta batalla es primordialmente espiritual pero está matando progresivamente lo que queda del carácter cristiano de nuestra sociedad y cultura, e incluso en nuestros propios hogares.

El mundo está bajo el ataque de Satanás, como lo predijo el Señor (1 Pedro 5:8-14). Esta batalla sucede en la misma Iglesia; y la devastación es demasiado evidente. Desde el año 2000, 14 millones de católicos han dejado la fe, la educación religiosa para niños en las parroquias ha bajado un 24%, la asistencia en las escuelas católicas ha bajado un 19%, el bautizo de niños ha bajado un 28%, el bautizo de adultos ha bajado un 31%, y los matrimonios sacramentales católicos han bajado un 41%.[1] Esta es una brecha muy grave, un hoyo en laslíneas de combate de Cristo. Aunque la Diócesis de Phoenix está mucho mejor que las estadísticas nacionales, las pérdidas son asombrosas.

Una de las razones claves por las que la Iglesia está vacilando bajo los ataques de Satanás es que muchos hombres católicos no han estado dispuestos a “mantenerse firmes sobre la brecha” –llenando ese espacio abierto y vulnerable al ataque. Un tercio ha dejado la fe y muchos de los que todavía son “católicos” practican la fe con timidez y un compromiso mínimo de transmitirles la fe a sus hijos.[2] Nuevas investigaciones revelan que en grandes números los hombres jóvenes católicos están dejando la fe para convertirse en “Ningunos”, hombres que no tienen afiliación religiosa. Las crecientes pérdidas de hombres católicos jóvenes tendrán un impacto devastador en la Iglesia en EE.UU. en las siguientes décadas, a medida que los hombres ancianos mueran y los hombres jóvenes no permanezcan ni se casen en la Iglesia, acelerando así las pérdidas que ya han ocurrido.

Estos datos son devastadores; porque a medida que nuestros padres, hermanos, tíos, hijos y amigos se alejan de la Iglesia, caen más profundamente en el pecado, lo cual rompe nuestros lazos con Dios y hace a los hombres vulnerables a los fuegos del infierno. Aunque sabemos que Cristo le da la bienvenida a todo pecador arrepentido, sucede que cantidades enormes de hombres católicos están fracasando en el cumplimiento de las promesas que hicieron en el bautismo de sus hijos niños de llevarlos a Cristo y criarlos en la fe de la Iglesia.

Esta crisis se hace evidente en el desaliento y la desconexión de hombres católicos como ustedes y yo; de hecho, es precisamente por eso que considero necesaria esta exhortación, e incluso la razón de mi esperanza. Porque Dios constantemente supera el mal con el bien; la alegría del Evangelio es más fuerte que la tristeza traída por el pecado. Una cultura del descarte no puede resistir la luz y vida nueva que constantemente irradia de Cristo. ¡Por eso, los llamo a que abran sus mentes y corazones a Él, el Salvador que los fortalece para permanecer firmes en la brecha!

El propósito de esta exhortación

Ofrezco esta exhortación como un aliento, un reto, y un llamado a la misión para cada hombre dispuesto en la Diócesis de Phoenix: sacerdotes y diáconos, padres e hijos, abuelos y viudos, hombres jóvenes en preparación para su vocación –a cada hombre. Con esta Exhortación, quiero dejar clara para ustedes la naturaleza de esta misión de Cristo con la guía clara de las Sagradas Escrituras, el Magisterio de la Iglesia, y el ejemplo de los santos.

Tres preguntas primordiales que quiero contestar:
  1. ¿Qué significa ser un hombre católico?
  2. ¿Cómo ama un hombre católico?
  3. ¿Por qué la paternidad, adecuadamente entendida, es tan crucial para cada hombre?

Antes de atender estas preguntas, es importante entender en el contexto preciso tres puntos cruciales.

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