miércoles, 16 de octubre de 2013

Distruggere, ricostruire… La legge di rifondazione della Scuola porta il marchio rivoluzionario di Vincent Peillon, araldo della laicità.


La “religione laica” di Vincent Peillon


di Marie d’Armagnac

La Carta della laicità

La legge sulla rifondazione della Scuola del ministro dell’Educazione francese Vincent Peillon, «voluta primariamente dalla Nazione» e adottata l’8 luglio 2013 al Parlamento, è entrata in vigore alla ripresa scolastica 2013. Per quest’anno 2013 sarà necessario dare la priorità alla scuola materna e primaria, «una scuola giusta per tutti ed esigente per ciascuno». Che cosa si nasconde dietro questo politichese?

Il documento di presentazione della Legge afferma che «con i Progetti educativi territoriali la legge pone l’accordo locale al centro della questione educativa: è in questo quadro che potranno essere elaborati progetti che prendono in considerazione la globalità dei tempi del bambino (scolare, parascolastico, extra-scolastico) in particolare nel quadro della riforma dei ritmi scolastici alle elementari». Sapendo che l’inizio della materna è previsto entro i tre anni (cosa che fa infuriare molti pediatri e pedopsichiatri), si può comprendere l’insidioso ma reale dominio dello Stato sul bambino, dalla prima infanzia e dall’alba al tramonto, al fine di distoglierlo da tutti «i suoi determinismi sociali», compresa la famiglia. Quest’ultima quindi non è più il quadro naturale e prioritario dell’educazione dei figli, ma è ridotta, in modo materialistico e ideologico, a un ruolo puramente utilitario.

Questo avviene attraverso tutti i mezzi: creando il «Servizio pubblico del digitale educativo» per «fornire agli alunni una vera educazione ai mass-media, chiave della futura cittadinanza», la Scuola contribuisce, ancor più di quanto non avesse fatto, alla pirateria delle coscienze. Uno degli assi di questa legge di rifondazione è creare una «scuola che promette l’uguaglianza tra maschi e femmine», essendo stato dichiarato l’anno 2013-2014 «anno di mobilitazione per l’uguaglianza nella Scuola».

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